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L'etimologia, le origini e la storia di Andon

La grande idea
Il termine "Andon" era originariamente utilizzato per descrivere un tipo di lanterna molto diffusa durante il periodo Edo in Giappone; tuttavia, nella produzione snella viene impiegato per indicare sistemi di segnalazione visiva controllati dagli operatori che richiamano immediatamente l'attenzione sui problemi che si verificano in una linea di produzione.

Le lanterne Andon nel Giappone dell'epoca Edo

L'etimologia di "andon"

La parola inglese "Andon" deriva dal termine giapponese 行灯, che può essere tradotto approssimativamente come "lanterna rivestita di carta". Le caratteristiche distintive delle lanterne Andon sono la struttura portante (spesso in legno) e la copertura frangivento (spesso realizzata in carta washi). La carta washi è una carta tradizionale giapponese fatta a mano, molto resistente grazie alla struttura a fibre lunghe. Le lanterne Andon tradizionali sono spesso dotate anche di un ripiano su cui poggia una ciotola contenente l’olio e lo stoppino.

Storia dell’Andon: il periodo Edo in Giappone

Lo stile delle lanterne Andon era particolarmente diffuso durante il periodo Edo in Giappone (dal 1603 al 1867), che rappresentò l’ultimo periodo della cultura tradizionale giapponese: un’epoca di relativa pace e prosperità, un’epoca di shogunato e samurai.

Durante il periodo Edo, l’ordine sociale era suddiviso in quattro classi: samurai, contadini, artigiani e mercanti. L’Andon veniva utilizzato per l’illuminazione interna da tutte le classi sociali e dai mercanti per identificare i propri negozi. Ironia della sorte, i mercanti si trovavano in fondo alla scala sociale. Erano considerati poco importanti perché non producevano nulla. Un punto a favore dell’industria manifatturiera: noi produciamo cose!

Il periodo Edo prende il nome dal minuscolo villaggio di pescatori di Edo, che all’epoca consisteva in diverse centinaia di capanne e in un castello in condizioni di notevole degrado. Tuttavia, dopo che lo shogunato Tokugawa scelse Edo come centro del proprio potere, il castello fu ricostruito e la città conobbe un’espansione vertiginosa, diventando ben presto la città più popolosa del mondo.

Immagine di una lanterna ispirata alle tradizionali lampade giapponesi “Andon”.
Un'interpretazione moderna della lanterna Andon del periodo Edo, realizzata dal laboratorio Miyako Andon.

Finali e inizi - Il ritorno del dominio imperiale

Ironia della sorte, fu proprio l’arrivo degli americani nella baia di Edo nel 1853, con una flotta di navi della Marina guidata dal commodoro Perry, ad accelerare la caduta del regime Tokugawa e la restaurazione del dominio imperiale in Giappone. Divenne dolorosamente chiaro che il Giappone non era riuscito a tenere il passo dal punto di vista tecnologico e militare e, nel 1867, il potere fu strappato allo shogunato da due potenti clan imperialisti: i Choshu e i Satsuma.

L’anno successivo, il dominio imperiale fu restaurato a nome dell’imperatore Meiji, all’età di 14 anni. La residenza imperiale fu trasferita da Kyoto a Edo, che fu ribattezzata Tokyo (tradotto approssimativamente come “Capitale dell’Est” o “Kyoto dell’Est”). Iniziò così l’era Meiji della storia giapponese.

Luci brillanti: gas, cherosene ed elettricità

Il periodo Meiji vide un declino nell’uso delle lanterne Andon in Giappone. La prima lampada a gas fu installata nel 1872 e l’elettricità fu introdotta nel 1878. Nello stesso periodo, le lampade a cherosene divennero popolari poiché erano più luminose, più facili da usare e più sicure delle lanterne Andon. Il Giappone sviluppò un’affinità culturale per le luci intense, che erano viste come simboli di prosperità.

“
Le delegazioni inviate dal Giappone in Europa alla fine del periodo Edo [1603-1868] e all’inizio dell’era Meiji [1868-1912] rimasero affascinate dalle luminose lampade a gas che videro nelle strade europee. Da quel momento, l’illuminazione brillante iniziò a essere considerata in Giappone un simbolo di prosperità.
Masao Inui, Istituto di Tecnologia di Tokyo

Il Giappone ha svolto un ruolo interessante nel campo dell’illuminazione, anche quando l’uso delle lanterne Andon era ormai in declino. Durante la fase di sviluppo della lampadina, Thomas Edison testò un numero incredibile di materiali per trovare un filamento funzionante. Tra le migliaia di materiali che testò, quello più efficace, e che poi commercializzò, fu il bambù carbonizzato, proveniente inizialmente dalle foreste di bambù di Kyoto.

Immagine di una foresta di bambù a Kyoto.
Le foreste di bambù di Kyoto furono la fonte originaria del filamento di bambù carbonizzato che Thomas Edison commercializzò per la produzione di lampadine elettriche.

I controlli visivi Andon nella produzione

Chi ha inventato l'Andon?

Taiichi Ohno, la forza trainante del Sistema di Produzione Toyota, può essere ragionevolmente considerato l’inventore dell’Andon nel settore manifatturiero. Ma la storia dell’Andon è molto più interessante di un singolo nome: ripercorriamo quindi le origini dell’Andon fino al 1896 e all’invenzione di un telaio meccanico migliorato.

Sakichi Toyoda e il telaio meccanico

I telai meccanici sono dispositivi meccanizzati per la tessitura dei tessuti. Sebbene fossero noti già nel 1786, Sakichi Toyoda apportò una serie di importanti miglioramenti al telaio meccanico. Infatti, deteneva 38 brevetti relativi ai telai (fonte: Toyota Motor Corporation; Panoramica delle invenzioni di Sakichi Toyoda).

Uno di questi brevetti riguardava un sistema che arrestava automaticamente il telaio nel caso in cui il filo di trama (che viene intrecciato attraverso il filo di ordito fisso nel telaio) si spezzasse o si esaurisse. Ciò permise per la prima volta ai telai di funzionare senza supervisione. In altre parole, una sola persona poteva gestire più telai.

Il figlio maggiore di Sakichi Toyoda, Kiichiro Toyoda, lavorò sotto la guida del padre per migliorare ulteriormente il telaio meccanico. Nel 1926 fu fondata la Toyoda Automatic Loom Works, con Kiichiro come amministratore delegato, per produrre il telaio automatico di tipo G.

Taiichi Ohno iniziò la sua carriera presso la Toyoda Automatic Loom Works. In quanto tale, era un esperto di telai meccanici e in seguito riconobbe che il loro design fu fonte di ispirazione per uno dei due pilastri del Sistema di Produzione Toyota: il Jidoka.

Jidoka si traduce approssimativamente come “automazione con un tocco umano”. L’idea centrale è quella di progettare macchinari che si arrestino automaticamente quando viene rilevato un problema. Vi suona familiare?

Per completezza, va ricordato che la Toyoda Automatic Loom Works lanciò anche una Divisione di Produzione Automobilistica nel 1933, che nel 1937 fu scorporata per dare vita alla Toyota Motor.

Gli Andon come forma di Jidoka

Gli andon si sono sviluppati in Toyota come una forma di Jidoka. La Guida al Sistema di Produzione Toyota (Toyota PLC) definisce due forme di Jidoka:

  • Progettare le attrezzature in modo che si arrestino automaticamente quando si verifica un problema (Jidoka meccanico)
  • Fornire agli operatori i mezzi per arrestare la produzione quando rilevano un problema (jidoka umano)

L’Andon è essenzialmente Jidoka umano. Agli operatori in officina, in quanto esperti nel proprio campo, è consentito (forse addirittura obbligatorio) tirare la cordicella per arrestare la produzione qualora percepiscano un potenziale problema di qualità o qualche altra irregolarità.

Le origini dell’Andon in Toyota

Una delle prime descrizioni autorevoli che utilizza il termine Andon in relazione alla produzione si trova nel libro *Toyota Production System: Beyond Large-Scale Production*, scritto da Taiichi Ohno.

“
Andon, il pannello segnaletico di arresto della linea appeso sopra la linea di produzione, è un sistema di controllo visivo… Quando le operazioni procedono normalmente, la spia verde è accesa. Quando un operatore desidera regolare qualcosa sulla linea e richiede assistenza, accende una spia gialla. Se è necessario arrestare la linea per risolvere un problema, viene accesa la spia rossa. Per eliminare completamente le anomalie, gli operatori non devono esitare ad arrestare la linea.

Il punto di vista della Ford sugli Andon

La storia degli Andon non sarebbe completa senza menzionare la Ford Motor Company. Nel suo libro del 1931, *Ford Men and Methods*, Edwin P. Norwood descrive un sistema utilizzato nello stabilimento Ford di Rouge che presenta molti punti in comune con gli Andon:

“
Ogni operaio ha la facoltà di arrestare la linea su cui sta lavorando. Anzi, ci si aspetta che lo faccia. Lo fa azionando un interruttore, oppure… tirando una cordicella che funziona in modo simile a quella utilizzata per segnalare al conducente in un autobus… Il problema nel determinare questa azione potrebbe essere stato una difficoltà minore, oppure potrebbe aver avuto gravi conseguenze – forse un vero e proprio guasto al macchinario.

È interessante notare che alla Ford, come alla Toyota, tirare la cordicella era considerato una responsabilità dell’operatore (forse addirittura un obbligo).

Non c’è dubbio che l’Andon, così come lo conosciamo oggi, abbia avuto origine nel Sistema di Produzione Toyota. Tuttavia, come verrà descritto in seguito, è altrettanto indubbio che la Ford abbia esercitato un’enorme influenza sulla Toyota.

Collegamenti e influenze

I collegamenti tra le pratiche della Ford e quelle della Toyota non sono affatto sorprendenti. Taiichi Ohno dedicò molto tempo allo studio del sistema di produzione di massa della Ford ed era un grande ammiratore di Henry Ford. Scrisse:

“
Da parte mia, provo grande ammirazione per la grandezza di Ford. Credo che se il re americano delle automobili fosse ancora vivo, avrebbe intrapreso la stessa strada della Toyota.

È davvero stimolante vedere la passione condivisa che esisteva in Ford e Toyota nel promuovere il miglioramento, e nel farlo in un modo che valorizzasse i propri dipendenti.

Oggi, come Andon vengono spesso utilizzati indicatori visivi più sofisticati, ma il loro scopo – una comunicazione semplice, efficiente e in tempo reale dello stato del processo produttivo, nonché la risoluzione dei problemi alla radice con soluzioni a lungo termine – rimane lo stesso.

Sebbene i principi dell’Andon siano senza tempo, l’XL Productivity Appliance di Vorne li porta nell’era moderna grazie a controlli visivi avanzati, monitoraggio in tempo reale e approfondimenti utilizzabili.

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